Manutenzione dell’impianto fotovoltaico
Gli impianti a energia solare rappresentano una soluzione perfetta per chi ha a disposizione lo spazio su cui montarli (nella maggior parte dei casi, un tetto con la giusta inclinazione, ovvero verso sud) e vuole al tempo stesso risparmiare in bolletta – sia quella elettrica sia, con il solare termico, quella del gas – e optare per un’energia più verde e sostenibile.
Il costo di questi impianti, in costante ribasso, viene ripagato ormai nel giro di pochi anni, grazie a percentuali di autoconsumo che arrivano anche al 90%, nel caso di fotovoltaico con accumulo e batterie al litio.
Bisogna però ricordare che un impianto fotovoltaico è un dispositivo molto delicato, che rimane esposto per tutta la durata della sua vita alle intemperie e agli agenti atmosferici, e quindi richiede una manutenzione attenta e costante. In più, i controlli periodici servono per evitare l’insorgere di incidenti anche gravi, come ad esempio i principi di incendio.Frequenza e modalità per la pulizia dei pannelli solari
Una corretta pulizia dei pannelli fotovoltaici è l’unico modo per assicurarsi che i singoli moduli possano produrre energia in maniera efficiente: polvere, terra, pulviscolo, foglie, guano di uccelli possono infatti depositarsi sui pannelli e, di fatto, diminuirne la capacità di una percentuale considerevole.
Ecco perché, almeno una volta all’anno, è necessario che dei professionisti intervengano con i prodotti giusti (in grado di non intaccare i pannelli, come per esempio possono fare le spugne abrasive, molto pericolose) per una pulizia rigorosa.
Il periodo migliore per farlo è quello subito antecedente al momento di maggior produzione, ovvero all’inizio della primavera.
Attenzione anche alla neve, se si vive in zone dal clima particolarmente rigido.La sostituzione dei singoli componenti per preservare l'efficienza dell'impianto
Oltre alla pulizia, la manutenzione deve riguardare tutti i componenti dell’impianto fotovoltaico più propensi a dover essere sostituiti dopo un certo lasso di tempo.
Sul banco degli imputati spesso c’è l’inverter, il cui scopo è far sì che la corrente continua generata dai pannelli solari possa trasformarsi in corrente alternata, utilizzabile dagli elettrodomestici di casa: dopo circa 10 anni, l’inverter va cambiato.
Ci sono poi gli accumulatori, ovvero le pile. Anche se quelle al litio possono sopportare molti più cicli di ricarica rispetto a quelle al piombo, dopo qualche migliaio di passaggi carica-scarica le batterie devono essere cambiate, perché la loro efficienza diminuisce anno dopo anno.
Infine, gli stessi pannelli solari non sono eterni: dopo 25-30 anni, infatti, devono essere cambiati a loro volta.






