Smaltimento amianto: una panoramica

Stefano Di Pietro • 27 maggio 2019
Smaltimento amianto

Fin dal 1992 l’amianto è un materiale vietato in edilizia, visto che è stata ampiamente dimostrata la sua pericolosità, soprattutto se ridotto in frammenti o polvere; è infatti una sostanza fortemente cancerogena, che purtroppo è stata molto utilizzata nel Novecento per il suo potere isolante, in particolare per le coperture e le tubazioni.

L’amianto, inoltre, va incontro a un rapido decadimento: per questo motivo procedere al suo smaltimento negli edifici in cui stato impiegato è una priorità.

Essendo una sostanza molto pericolosa può essere manovrata soltanto da professionisti esperti che utilizzino procedure certificate ed equipaggiamento adeguato.

L’intervento è obbligatorio per legge quando le fibre di amianto diventano pericolose e sono a rischio di essere inalate: in questo caso è imposta al proprietario dell’immobile la comunicazione della situazione all’ASL, per poi precedere con la bonifica secondo la normativa.

Amianto compatto o friabile

L’amianto può essere compatto o friabile. L’amianto compatto, che vede questo materiale in blocchi ancora integri, è il meno pericoloso, ma non per questo si può fare a meno di seguire tutte le massime precauzioni. È essenziale che gli operatori indossino tutti i Dispositivi per la Protezione Individuale (DPI) indicati, ovvero: la tuta, i calzari, i guanti, la mascherina e gli occhiali. Con l’amianto compatto, si opera incapsulando la sostanza con vernice a base vinilica; in seguito il manufatto viene rimosso per evitarne la rottura e minimizzando in tal modo il rilascio accidentale di fibre nocive.

Per quanto riguarda l’amianto friabile, la situazione è ancora più delicata. Per prima cosa bisogna isolare la zona, con teli appositi e mettere in depressione tramite estrattori d’aria (è fondamentale infatti che gli operatori possano contare su un ricambio d’aria efficiente e regolare).
In seguito, si esegue la bonifica a umido utilizzando attrezzi manuali: solo così, infatti, si limita la quantità di polveri sottili che vengono create e, pertanto, la concentrazione di fibre libere nell’aria.

I materiali sostitutivi dell'amianto

Dopo aver rimosso l’amianto, la questione da risolvere è quale materiale possa prendere il posto di questa sostanza; tra i più utilizzati ci sono la lana di vetro, la lana di roccia, la lana di scoria, i filamenti di vetro e altre fibre, sia artificiali come il polipropilene sia naturale, quelle di origine cellulosica.

Con la sostituzione dell’amianto è possibile cogliere l’occasione per montare un impianto fotovoltaico sul tetto.

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